Il nesso di causalità tra la condotta omissiva del medico e l’evento dannoso dovrà essere verificato non con un criterio probabilistico, ma con un diverso criterio di alta probabilità logica e al di là di ogni ragionevole dubbio.

In una recente pronuncia (Cass. Pen. IV, n. 12353 del 17 aprile 2020) la S.C. ha stabilito che, in tema di responsabilità medica, sussiste un rapporto di causalità tra l’omessa adozione da parte del medico di misure finalizzate a rallentare o bloccare il decorso della malattia ed il decesso del paziente, qualora risulti accertato – in forza del principio di contro-fattualità – che la condotta doverosa avrebbe inciso positivamente sulla sopravvivenza del paziente medesimo: il nesso di causalità tra omissione ed evento dovrà quindi essere verificato con un giudizio di alta probabilità logica ed al di là di ogni ragionevole dubbio (da notare come la S.C. abbia richiamato  il principio dell’ “oltre ogni ragionevole dubbio” utilizzato dall’art. 533 c.p.p. al fine di  giungere ad una pronuncia di condanna dell’imputato).

Nella fattispecie la S.C. ha annullato una sentenza di condanna della Corte di Appello di Palermo (emessa il 21/12/2018) che aveva dichiarato un neurochirurgo del Policlinico universitario di quella città colpevole del reato di omicidio colposo.

Tuttavia, ad avviso della Cassazione, la Corte di Appello aveva fatto erroneo riferimento ad un risalente indirizzo giurisprudenziale (Cass. Pen. IV, 26/1/1998) in base al quale, in ordine alla verifica della sussistenza o meno del nesso di causalità, occorreva privilegiare un criterio meramente probabilistico sulle possibilità di successo di una condotta alternativa a quella doverosa.

Tale indirizzo è stato definitivamente abbandonato a seguito di Cass. Pen. SS.UU. n. 30328/2002  (da ultimo, conformi,  Cass. Pen. IV, nn. 18573/2013 e 5901/2019), secondo cui il Giudice – nel verificare la sussistenza di un rapporto di causalità tra la condotta colposa  omissiva del sanitario e l’evento –  non può attingere a criteri di mera probabilità statistica, ma deve fare riferimento al criterio della probabilità logica, intesa come una “verifica aggiuntiva” dell’attendibilità dell’impiego della legge statistica.